La storia della musica Soul

La musica Soul o musica dell’anima, nasce negli Stati Uniti durante gli anni 50’ dall’unione del Jazz, Rythm&Blues e i canti Gospel.

Da questi mix nasce una melodia maggiormente portata alla commercializzazione, con caratteristiche uniche e di radici chiaramente afroamericane.

A partire dagli anni 70’ diventa un fenomeno conosciuto in tutto il mondo, grazie agli sviluppi del Funky, Rap e disco.

 Ma chi ha inventato la musica Soul?

 L’inventore di questo genere musicale probabilmente lo conosciamo tutti e ci riferiamo a Ray Charles, che nel 1955 pubblicò “I got a women”, riuscendo ad unire lo stile Gospel a quello del Rythm&Blues.

La canzone provocò non pochi scandali, in quanto secondo molti rappresentava l’unione tra sacro e profano. Alcuni lo abbandonarono, ma Ray continuò la sua strada appoggiato anche dalla casa discografica Atlantic, l’unica a voler promuovere questo nuovo genere musicale.

L’Atlantic costituisce una delle etichette chiave del Soul, grazie ad artisti della portata di Aretha Franklin.

Chi continuò la strada intrapresa da Ray, fu James Brown, introducendo delle note frenetiche alla musica Soul. Brown uscì nel 1956 con “Please Please Please” caratterizzata da un suono di chitarra acuto e metallico, il basso fratturato e la pulsante poliritmica.

Questo genere di musica si sviluppò anche come risposta al Folk bianco, ma anche come stile festaiolo per eccellenza.

Stevie wonder

Da questi artisti, non di poco conto, arriviamo ad uno dei personaggi probabilmente più famosi del panorama musicale statunitense, ovvero Stevie Wonder.

Grazie all’introduzione di nuove sonorità e ambienti inediti, Stevie Wonder rappresenta ancora un punto di riferimento per chi si affaccia nel mondo della musica Soul.

Il suo stile

Wonder modificò il linguaggio della Black Music, introducendo note di jazz, reggae, funk e pop. Accanto alle quali troviamo sovra incisioni della sua stessa voce, in modo tale da poter dare l’impressione di due voci soliste. Queste sono solamente alcune note che hanno permesso all’artista di divenire oggetto di culto e di studio musicale.

Tra le sue opere principale, troviamo album come Musico f My Mind, Talking Book, Innervisions, Fulfilingness’First Finale, Songs in the Key of Life e Hotter Than July. Considerate vere e proprie pietre miliari della musica e quasi interamente scritti, composti, arrangiati e suonati in totale autonomia.

Durante gli anni ’60 la sua musica era frenetica e grintosa, pur essendosi quasi sempre incentrata sul formato della ballata.

Dal ’71 introdusse note esotiche nel suo stile, arricchendole con la tastiera elettronica.

Nel 1972 pubblicò Talking Book, mentre l’anno successivo Innervisions, i due album che lo coronarono come “Re della Black Music”